Conclusi a Milano i tre Seminari sulla Comunicazione Interculturale

Si sono conclusi a Milano i tre incontri del “progetto Identità” organizzato da Unicom in collaborazione con Ferpi ed Etnica - Scuola per l’economia Interculturale. Il programma è finalizzato a fornire una maggiore conoscenza delle identità straniere attive in Italia sia come dipendenti e collaboratori abituali, sia come imprenditori, promuovendo una più “vissuta” conoscenza del marketing interculturale, della comunicazione multilinguistica, del diversità manager. Il primo incontro dedicato a “L’immagine dei migranti: aspetti sociali, etici e giuridici”, si è aperto con un intervento di ENZO RODESCHINI del Centro Studi e Ricerche di Unioncamere Lombardia che ha illustrato le problematiche che il sistema camerale lombardo è determinato ad affrontare per dare un contributo costruttivo agli immigrati che scelgono la via dell’imprenditoria. La Lombardia favorisce l’immigrazione di forza lavoro straniera in virtù dell’insufficiente offerta locale. Rodeschini ha individuato nella scarsa conoscenza e nella diffidenza i maggiori ostacoli all’integrazione civile e professionale degli stranieri in Lombardia. Per queste mancanze il sistema camerale ha pensato a una serie di iniziative che vanno dall’assistenza per la nascita di una nuova imprenditoria, alle facilitazioni per l’affitto o l’acquisto di immobili e altro. Il problema investe di responsabilità anche l’ambito della comunicazione. Questa l’idea sviluppata nell’intervento di ENZO MARIO NAPOLITANO, coordinatore di Etnica, autore del libro Marketing e mediazione interculturale. Napolitano ha analizzato qual’è la percezione collettiva dell’immagine dei migranti. Risultato? Sono molti gli stereotipi negativi prodotti da un sistema di informazione monoculturale. Nella maggioranza dei casi si relega l’immigrato al ruolo di emarginato, clandestino o criminale. Si contano, invece, circa 2.500.000 migranti, il 12% della popolazione italiana attiva che, se valorizzati, costituirebbero una risorsa per la cultura e l’economia nazionale. Il rischio prodotto da questo disinteresse del mondo economico è una economia della diversità. Napolitano sostiene che è doveroso contrapporre una economia del dialogo che si avvale di strumenti come la mediazione interculturale, il diversity management, il marketing intercultuale e la comunicazione multilinguistica. Napolitano ha invitato il mondo della comunicazione a farsi promotore della dell’immagine dei migranti: una prova impegnativa ma possibile, se affrontata con spirito di collaborazione e in un ambiente etico. La serata si è conclusa con la testimonianza di SUED BENKDHIM, originaria del Marocco e oggi presidente dell’associazione marocchina Diafa el Maghreb di Torino, città nella quale vive da 17 anni. Ex studente extracomunitaria e mediatrice interculturale in Danimarca, Benkdhim si è impegnata per creare una società sempre più interetnica. La sua storia inizia con i ragazzi extracomunitari rinchiusi nel carcere minorile torinese “Ferrante Apporti”. Tra le iniziative avviate dal gruppo c’è quella di una televisione via Internet (http://www.superchannel.org/Home/Profile/Channels/3M/) interamente autogestita che trasmette programmi sui migranti nei paesi d’accoglienza. Un progetto interculturale nato in un ambito circoscritto ma che rappresenta la volontà concreta di integrazione di due società in evoluzione. “La comunicazione interculturale: il ruolo dei media” è stato il tema del secondo incontro del seminario. Il problema dell’integrazione degli extracomunitari coinvolge la comunicazione sociale che in Italia non ha ancora raggiunto adeguati livelli di qualità. Questo è quanto dichiarato da ROSSELLA SOBRERO – vice presidente di Unicom – che ha evidenziato l’urgenza di una strategia comunicativa che metta in contatto la società con quella parallela dei migranti. Sobrero ha parlato di responsabilità delle imprese e agenzie di comunicazione che creano coscienze e influenzano le opinioni e ha fornito una serie di spunti per favorire il dialogo tra culture diverse: - conoscere i temi da trattare collaborando con comunità migranti o mediatori interculturali - considerare il contesto generale, e non solo pubblici specifici - cercare linguaggi nuovi per valorizzare tutte le identità - utilizzare vari i canali di diffusione: scuola, eventi culturali o manifestazioni di piazza. La responsabilità nell’azione è fondamentale. C’è il rischio che una campagna poco chiara sortisca effetti come intolleranza, discriminazione, razzismo. È seguita la testimonianza di OTTO BITJOKA che ha presentato il progetto Ethnoland, associazione Onlus con proprio portale www.ethnoland.it e una rivista Ethnoland News, di cui esso stesso è direttore. Parlando del periodico, Bitjoka ne ha illustrato le finalità: - creare un canale di comunicazione e di confronto per un pluralismo culturale - rispondere alle esigenze dei popoli erranti - informare in tre diverse lingue: italiano, francese e spagnolo. Questo un progetto ha lo scopo d’integrare i 2.500.000 immigrati presenti in Italia, senza dimenticare i 10.000.000 individui detti assimilati, ovvero coloro che sono culturalmente influenzati dalle realtà migranti. E’ seguito l’intervento di MOHAMMED BA, redattore e responsabile del giornale di strada Terre di Mezzo (www.terre.it). Di origini senegalesi, Ba è un esempio per i ragazzi extracomunitari che si occupano di distribuire la rivista sulle strade di Milano, Firenze, Roma, Genova, Trieste e Padova. Il progetto, nato nel 1994 su iniziativa di un gruppo di giornalisti italiani, ha come obiettivo quello di informare sulle realtà migranti e di costituire un’occasione di lavoro per persone in condizioni di svantaggio. Terre di Mezzo rappresenta un canale di comunicazione interculturale riconosciuto anche a livello europeo. GIULIO ZANABONI della Banca Popolare di Milano, ha presentato il servizio attuato dalla BPM per il target degli immigrati illustrando il difficile percorso per realizzare e diffondere il progetto Extrà. Le resistenze e gli errori di ieri costituiscono oggi un patrimonio di esperienza utile al rilancio di questa idea. Banca Popolare di Milano ripropone nel 2003 il progetto, con una nuova formula, dopo aver aperto la strada ad altri istituti di credito promotori di iniziative simili. Il terzo incontro dedicato a “La comunicazione interculturale: imprese e agenzie” ha visto l’intervento di GIANLUCA FAVRO Direttore creativo di AP&B, agenzia associata Unicom che ha realizzato la campagna di comunicazione interculturale dell’AEM, “Energia a Milano si dice AEM“. Favro illustrando un programma il cui obiettivo è principalmente etico, ha portato un esempio concreto di rivoluzione nella concezione degli utenti stranieri, ai quali, a fine 2000, andava ricondotto oltre il 40% del totale dei nuovi contratti stipulati con AEM. Un nuovo target di riferimento con cui dialogare attraverso le logiche di promozione istituzionale (la prima nel 2001 e la seconda nel 2002) e le offerte di servizi personalizzati. TONI MUZI FALCONI presidente di Ferpi ha parlato di responsabilità sociale delle Imprese. Come affrontano le organizzazioni l’inserimento di forze lavoro straniere al loro interno? C’é consapevolezza dei mutamenti sociali? Le risposte non sono esaltanti. Sono poche le aziende europee che vantano una politica rivolta all’integrazione interna e le poche eccezioni costituiscono casi di benchmark. Secondo Muzi Falconi il primo aspetto da considerare è quello legato alla comunicazione interna. La responsabilità sociale di un’organizzazione riguarda la politica attuata nei confronti delle “diversità” presenti nel suo nucleo. Bisogna coinvolgere la coalizione dominante, il management dell’azienda e Relazioni Pubbliche. E’ poi intervenuta LUISA TOESCHI, direttore dell’Associazione Interessi Metropolitani, relativa all’iniziativa “Città Multietnica” . Un progetto di ricerca sulla Milano multietnica che dalla metà degli anni Novanta ha dato vita a tre studi intitolati “Cina – Milano”, “Africa – Milano” e l’ultimo “I figli dell’Immigrazione”, pubblicati da Franco Angeli Editore. Un impegno che va a colmare la carenza di ricerche nell’ambito delle realtà migranti milanesi e rivela esiti sorprendenti legati alla nuova identità della metropoli. A Novembre 2003 è prevista l’uscita della nuova ricerca “Asia – Milano”. I tre seminari si sono svolti presso la sede di UnionCamere Lombardia il 29 maggio e i 5 e 10 giugno u.s. Si ringrazia la collega Valentina Pasolini di Ferpi che ha steso un dettagliato diario delle tre giornate.
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