Enel risponde a Unicom

In data 10/02/05 avevamo dato notizia della presa di posizione della nostra Associazione contro la procedura avviata da Enel diretta a costituire un elenco di imprese qualificate anche nei servizi di pubblicità e promozione, imponendo un contributo di 2.600 € + Iva per la candidatura a una sola attività, più 1.500 € per ogni ulteriore candidatura, oltre a non meglio precisati rimborsi spese fino a 5.000 € per eventuali visite di controllo. A nome di tutte le Imprese Associate, il Presidente Strona aveva prontamente chiesto la revoca del provvedimento ritenendo la procedura ed i versamenti richiesti palesemente iniqui e discriminanti proprio in base al DL 158/1995 cui la procedura Enel fa riferimento, sottolineando come questo preveda la definizione di requisiti “obiettivi e non discriminanti” mentre gli immotivati balzelli disposti da Enel operano di fatto una ingiusta discriminazione di carattere puramente economico-finanziario anziché qualitativo. Al primo intervento di Unicom Enel aveva risposto limitandosi a confermare le procedure ed i versamenti disposti, senza rendere alcun conto dell’ingiusta metodologia adottata: Unicom era pertanto nuovamente intervenuta rinnovando la richiesta di revoca e l’annullamento della procedura, riservandosi in caso contrario ulteriori ricorsi nelle sedi più appropriate. In data 27/04 u.s. Enel, pur tornando a confermare “di aver agito nella più assoluta correttezza normativa”, ha finalmente preso l’impegno di “valutare sulla base delle vostre (di Unicom) osservazioni e considerazioni la possibilità di apportare possibili miglioramenti al proprio sistema di qualificazione delle imprese fornitrici e appaltatrici”.
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