Il marketing esperienziale

Semplificando al massimo la sua definizione, si può dire che il marketing consiste nel creare un mercato a un prodotto, dunque fornirgli visibilità e notorietà ai fini della sua vendita. Se quello della vendita era proprio l’obiettivo principale su cui si basavano le varie strategie negli scorsi decenni, sta prendendo sempre più piede una tendenza che si focalizza più in particolare sul rapporto fra il consumatore e il prodotto stesso, quindi anche sulla promessa di utilizzazione e di soddisfazione che esso garantisce: si valorizza cioè l’esperienza vissuta dal cliente, orientandosi sempre di più verso un marketing di tipo esperienziale.

Lo scopo di questo approccio è proprio instaurare una sorta di empatia fra l’azienda e il cliente per aumentare il coinvolgimento di quest’ultimo, in modo che si rafforzino la fidelizzazione e l’identificazione con una certa marca. Tutto ciò deve tener conto che, contrariamente alle concezioni tradizionali, molto spesso l’atto del consumo avviene secondo logiche non razionali e assolutamente non consapevoli. L’utente compra qualcosa non sempre seguendo un ragionamento lineare o delle decisioni prestabilite, dunque il solo ricorso al linguaggio verbale – che appunto si appella alla razionalità – non è più sufficiente a convincere nel profondo il destinatario. Il consumatore non razionale sceglie dunque in base ad altri fattori, tra i quali il principale è l’esperienza che vive quando entra in contatto con il prodotto che intende consumare (o che sta consumando) e con tutte le sue rappresentazioni

(Via Del Monte & partner)

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