Il nuovo volto multicanale dell’informazione

Una delle conseguenze più rilevanti della crisi economica globale attualmente in corso è sicuramente quella di aver acuito le difficoltà che il mondo dell’informazione tradizionale covava in sé già da tempo. Il sistema dei giornali cartacei così come li abbiamo sempre conosciuti sta lentamente crollando sulla spinta di notevoli problemi interni (organizzazione, sprechi, difficoltà di aggiornamento ecc.), ma soprattutto a causa delle spinte di innovazione altamente competitive che vengono dal mondo di internet.

Secondo il saggio Newsonomics di Ken Doctor (2010), negli Stati Uniti, fra il 2006 e il 2009 sono stati licenziati 16mila giornalisti, si sono persi nel mondo dell’informazione 1,6 miliardi di dollari e sono stati prodotti 828mila articoli in meno. Questi dati, oltre a essere numericamente sconcertanti, danno l’idea di un circolo vizioso preoccupante: il minor numero di lettori si traduce in meno guadagni e quindi meno investimenti, dunque i tagli e le riduzioni producono una qualità dei contenuti più limitata e ciò attira un numero ancora minore di lettori e così via. Anche l’Italia non è da meno, dato che, secondo un campione di testate analizzato dalla Fieg dal 2008 al 2011, vendite e tirature delle testate classiche sono diminuite di circa un milione di unità.

(Via Del Monte & partner)

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