Ci siamo lasciati alle spalle un anno estremamente difficile durante il quale abbiamo toccato con mano tutti quanti gli effetti di una congiuntura economica di inusitata difficoltà sulla quale si è innestata, amplificandone le conseguenze per il nostro comparto, una crisi strutturale del nostro sistema di riferimento. Ci siamo cioè dovuti misurare con le ricadute del momento difficile dell’economia - che per noi ha significato riduzione generale delle commesse, disaffezione all’investimento, crisi di liquidità dei committenti con conseguente difficoltà nell’incasso delle parcelle - con i mali endemici del nostro settore: remuneratività ridotta all’osso, eccessiva parcellizzazione delle commesse, abuso nel ricorso a gare e consultazioni, spesso peraltro condotte in modo discutibile.
Come reagire a questa situazione? E’ evidente che, per quanto concerne la congiuntura economica generale, le nostre possibilità di incidere sulla situazione sono pari a zero e, pertanto, non ci resta che confidare nelle previsioni formulate dai diversi osservatori che, concordemente, accennano ad una imminente, anche se lenta e faticosa, ripresa.
Diverso è il discorso per quanto riguarda le irrisolte questioni che riguardano nello specifico il nostro settore, per il quale è necessaria un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli aventi causa.
La competizione sul prezzo non conviene a nessuno, neppure a chi ritiene che una commessa sottocosto o quasi possa risolvere momentanee situazioni di difficoltà: senza adeguate remunerazioni non si va da nessuna parte.Nella migliore delle ipotesi, un’impresa che accetta di lavorare in perdita, riesce solo a procrastinare di qualche tempo la resa dei conti, che risulterà tanto più onerosa, quanto più si sarà artificialmente prolungata l’agonia dell’azienda. Meglio quindi procedere ad una ristrutturazione dell’impresa e ad una ridefinizione del modello di business, con particolare attenzione alle possibili nuove declinazioni della professione.
Per quanto concerne la vexata quaestio delle gare, oltre a denunciare sistematicamente tutte le procedure scorrette (vedi a tale proposito l’iniziativa presentata a pag. 22), bisogna trovare la forza di disertare tutte quelle che appaiono ingiustificate, inopportune o palesemente irregolari, siano esse pubbliche o private.
Infine, per quanto riguarda più direttamente le associazioni rappresentative del comparto, è necessario trovare, sulle questioni indicate - ma non solo - una modalità di collaborazione che ne possa rendere più efficace l’azione, accantonando eventuali residue voglie di protagonismo. Lo diciamo da tempo e non ci stancheremo di ripeterlo: solo un progresso reale dell’intero sistema e la rimozione dei troppi ostacoli disseminati sul nostro percorso, potrà determinare un’autentica ripresa del nostro mercato ed il successo delle nostre imprese negli anni a venire.
Quindi... su col morale e buon lavoro a tutti.
Lorenzo Strona
Presidente Unicom
Si riparte...
di Lorenzo Strona (pag. 1)
Studi di settore.
Novità e aggiornamenti
di Alessandro Colesanti (pag. 2)
Dall’Unione Europea (pag. 3)
La comunicazione
nell’età della tecnica
di Claudio Bonvecchio (pag. 4)
Dalla customer satisfaction
alla customer experience
di Luca Antonietti (pag. 13)
Telemarketing e privacy
di Fiammetta Malagoli (pag. 16)
Le relazioni pericolose
di Angela d’Amelio (pag. 18)
Le nuove frontiere del marketing
di Gargamella (pag. 23)
Web analytics.
Una questione di numeri
di Daniele Rutigliano (pag. 24)
‘900. Arte, design, fotografia
a Parma (pag. 28)
Sandro Chia.
Della pittura popolare
e nobilissima arte (pag. 29)
Sayed Hegab (pag. 30)
I vizi capitali della pubblicità
AA. VV. - a cura di
Paolina Testa e Federico Unnia
Go green. Il nuovo trend
della comunicazione
di Diego Masi (pag. 31)
Uni En Iso 9001:2008