La Corte d’Appello sancisce il diritto alla C.D.A.

Riportiamo da Pubblico Today del 2 febbraio: “Una decisione che potrebbe modificare in modo profondo il rapporto tra agenzie, mezzi e cliente: una sentenza in secondo grado della Corte d’Appello di Roma ha sancito il principio che la commissione d’agenzia del 15% ‘appartiene solo all’agenzia e non può essere erogata ad altri soggetti e pertanto non può essere sostituita dallo sconto d’agenzia’. La sentenza si riferisce alla causa intentata da Demba Cinema di Roma, sigla associata a Unicom, nei confronti di una concessionaria condannata a risarcire i danni alla struttura. La sentenza, di cui non si conosce ancora l’intero dispositivo, verrà probabilmente impugnata e si giungerà quindi alla Cassazione. Se dovesse venire confermata in terzo grado, la decisione ristabilirebbe per legge il pagamento del fee alle agenzie e riconsegnerebbe a quest’ultime un po’ di quel potere contrattuale perso per strada in questi ultimi 10 anni. La decisione del tribunale di Roma è stata valutata con grande attenzione dalle associazioni di settore. Unicom, che da anni si batte per una reintroduzione della commissione (cancellata dal mercato da un accordo tra le parti a metà degli anni Novanta), è ovviamente soddisfatta. «La sentenza - dice il presidente Lorenzo Strona - chiarisce che la commissione è un diritto inalienabile: sistema peraltro impiegato da decenni in tutto il mondo con la sola eccezione della Francia». Per Strona, una riconferma della Cassazione costringerebbe le concessionarie a ridiscutere gli accordi.” Il Consiglio Direttivo della nostra Associazione nella riunione del 27 gennaio, preso atto con viva soddisfazione delle sentenze di primo e secondo grado che confermano la validità della posizione da sempre sostenuta da Unicom in difesa della C.d.a., ha deciso di attendere la sentenza di terzo grado che – ove fosse, come è dato presumere, ancora favorevole - legittimerebbe a richiedere il ripristino obbligatorio della C.d.a. Ricordiamo anche che la nostra Associazione si è battuta a suo tempo, unica contro la posizione delle altre Associazioni firmatarie dell’accordo diretto a sostituire la C.d.a. con lo sconto in fattura al cliente (Fcp Upa e Assocomunicazione) ed ha ottenuto che la Commissione sia tuttora inserita nella “Raccolta degli Usi e Costumi in Pubblicità” della CCIAA di Milano che fa testo in tutta Italia in materie e procedure del comparto non disciplinate dal Codice Civile.
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