L’aggregazione dei siti web gonfia la pubblicità

Per un’azienda che investe in una campagna pubblicitaria è importante sapere con chiarezza dove andrà a collocarsi la propria inserzione e a quale preciso pubblico sarà indirizzato. Molto spesso questo non accade in modo molto preciso perché i sistemi editoriali sono al loro interno molto complessi e in alcuni casi il messaggio pubblicitario si perde nella sovrapposizione dei media.
Un fenomeno molto diffuso nella stampa è quello del bundle, ovvero dell’aggregazione di più prodotti editoriali allegati a uno stesso quotidiano o giornale: più sono i servizi che si mettono assieme, più aumenta la probabilità che un numero elevato di clienti acquisti tutto il pacchetto per fruire di almeno uno di quei prodotti o servizi. L’effetto, sicuramente positivo sulle vendite, è invece abbastanza problematico per la definizione del campo pubblicitario: il numero delle copie di un giornale, in effetti, viene gonfiato dalla presenza di allegati e prodotti aggiuntivi e non dà quindi l’idea realistica di un lettorato effettivo.
Come ha analizzato Claudio Plazzotta in un articolo sul numero odierno di Italia Oggi, ripreso poi su Blitz Quotidiano, il fenomeno è stato esportato anche nel mondo del web, in una forma molto spinta diaggregazione

(Via Del Monte & partner)

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