Molte novità per la pubblicità in RAI

Un indizio su come qualcosa stesse cambiando nell’organizzazione della pubblicità sulle reti Rai si era già avuto durante l’evento televisivo per eccellenza delle reti pubbliche, il Festival di Sanremo: accantonate le televendite tradizionali, moltiplicata la frequenza degli spot, inseriti on screen nuovi formati di banner pubblicitari, largo uso del product placement ecc. E non si può dire che non sia stato un successo: con i 18,5 milioni di raccolta pubblicitaria, per la prima volta dopo molti anni, questo Festival ha raggiunto il pareggio di bilancio.

Sono in atto enormi cambiamenti nel modo della pubblicità e le notevoli contrazioni degli ultimi tempi (la perdita prevista per il 2013 è, per quanto riguarda la Tv di Stato, del 5% rispetto allo scorso anno, quando i guadagni pubblicitari sono stati di 744 milioni di euro, 121 milioni in meno del 2011) impongono la necessità di un rinnovamento delle strutture, delle modalità e dei formati di offerta pubblicitaria. Proprio per questo il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, proporrà al prossimo consiglio d’amministrazione il cambio del nome della concessionaria pubblicitaria da Sipra a Rai Pubblicità: un atto di trasparenza e di coerenza con l’immagine degli altri rami del gruppo, ma anche un sintomo di volontà di radicale cambiamento.

La Rai, infatti, punta a frenare la perdita pubblicitaria snellendo le proprie strutture e istituendo tre nuove unità, una dedicata ai centri media, una per le iniziative speciali e una esclusivamente per il web; saranno inoltre ricercate nuove formule promozionali per offrire agli investitori pubblicitari più flessibilità e aumentare i ricavi. Altra riforma fondamentale sarà quella che riguarderà i listini che saranno adeguati ai singoli programmi più che a suddivisioni tabellari più generiche.

 

(Via Del Monte & Partner)

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