Network Comunicazione firma la terza 'Mappa dell'Intolleranza' per Vox - Osservatorio italiano sui diritti: più di 1 italiano su 3 twitta il suo odio contro migranti, ebrei e musulmani

L'agenzia ha ideato il concept del progetto e ha finalizzato il lavoro di raccolta dati e di analisi degli stessi attraverso la creazione di vere e proprie mappe infografiche ricche di dati e di video di decodifica del sentiment della rete. Una campagna teaser sui social ha preceduto la presentazione dei dati della Mappa dell'intolleranza anno 3. La percentuale dei tweet dell’odio si attesta al 32,45% del totale nel 2017 e sale al 36,93% nel 2018: un balzo di 4 punti in pochi mesi.

Presentata a Milano, la terza versione della Mappa dell'Intolleranza fotografa un'Italia più razzista. I tweet intolleranti nel terzo anno della rilevazione modificano infatti la tendenza registrata nei due anni precedenti: diminuisce l'intolleranza contro le persone omosessuali ed esplodono xenofobia, islamofobia e antisemitismo.

La Mappa dell'Intolleranza è un progetto sull'inclusione che vuole favorire la cultura del dialogo. Ideata da Vox - Osservatorio italiano sui diritti, è stata realizzata in collaborazione con l'Università Statale di Milano – Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale, l'Università di Bari – Dipartimento di Informatica , La Sapienza di Roma – Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della facoltà di Medicina e Psicologia e l'Università Cattolica di Milano – Itstime, centro di ricerca che fa capo al Dipartimento Sociologia.

Network Comunicazione ha ideato il concept del progetto e ha finalizzato il lavoro di raccolta dati e di analisi degli stessi con un format innovativo e impattante, attraverso la creazione di vere e proprie mappe infografiche ricche di dati e di video di decodifica del sentiment della rete. Una campagna teaser sui social ha preceduto la presentazione dei dati della Mappa dell'intolleranza anno 3.

“Lo hate speech rappresenta oggi uno dei maggiori problemi per chi lavora nel campo della comunicazione”, spiega Silvia Brena, Ceo di Network Comunicazione e co- fondatrice di Vox -Osservatorio italiano sui diritti. “Un meccanismo distruttivo, che impatta soprattutto sui giovani, abituandoli a narrazioni aggressive e polarizzanti. E che sfocia in fenomeni gravi, come il cyberbullismo. L’obiettivo della nostra campagna è di evidenziare le sacche di intolleranza e creare le condizioni per contronarrazioni efficaci, capaci di costruire ponti e non barriere tra gli individui”.

Al suo terzo anno di rilevazione, la mappatura consente l’estrazione e la geolocalizzazione dei tweet che contengono parole considerate sensibili e mira a identificare le zone dove l’intolleranza è maggiormente diffusa – secondo 6 gruppi: donne, omosessuali, immigrati, diversamente abili, ebrei e musulmani -cercando di rilevare il sentimento che anima le communities online, ritenute significative per la garanzia di anonimato che spesso offrono (e quindi per la maggiore 'libertà di espressione') e per l’interattività che garantiscono.

La Mappa dell'Intolleranza 3, che ha esaminato il periodo maggio-novembre 2017 marzo-maggio 2018, risultano evidenti alcune importanti variazioni rispetto agli anni passati.

Una su tutte. Sommando i cluster che si riferiscono a xenofobia, islamofobia e antisemitismo, predittivi quindi di atteggiamenti di forte intolleranza contro migranti e persone considerate 'aliene', la percentuale dei tweet dell’odio si attesta al 32,45% del totale nel 2017 e sale al 36,93% nel 2018: un balzo di 4 punti in pochi mesi.

“Più di 1 italiano su 3 twitta il suo odio contro migranti, ebrei e musulmani”, prosegue Silvia Brena, “Ancora una volta, dunque, la Mappa fotografa una realtà che è già purtroppo sotto agli occhi di tutti: oggi l’odio si concentra contro le persone considerate diverse, per appartenenza a culture differenti dalla nostra. I dati che abbiamo raccolto su antisemitismo e islamofobia confermano in questo senso una tendenza in atto, verso la “globalizzazione” della rabbia e dell’odio. Ma dalla rilevazione emerge un altro aspetto importantissimo. I tweet intolleranti diminuiscono, dove è più alta la concentrazione di migranti, dimostrando quindi una correlazione inversa tra presenza sul territorio e insorgere di fenomeni di odio: come a dire, conoscersi promuove l’integrazione”.

Sono stati estratti e analizzati 6.544.637 tweet, rispetto ai 2.659.879 della Mappa anno 2, rilevati tra maggio e novembre 2017, e tra marzo e maggio 2018, considerando 76 termini sensibili. Tra questi, 547.151 sono stati i tweet negativi.

I termini sono stati individuati a partire da quelli che nelle rilevazioni precedenti sono risultati pi frequenti; inoltre, è stata diffusa a livello nazionale una survey online, che chiedeva agli intervistati di indicare 5 termini negativi che rivolgerebbero a ognuno dei 6 gruppi di persone. Sebbene non sia possibile calcolare un preciso tasso di risposta, delle 1358 persone che hanno avuto accesso alla survey, 935 (69%) hanno completato il questionario.

Resta altissima la temperatura dell’odio online. Una 'temperatura', da decrittare e cercare di bloccare: anche per questo, Vox ha preso parte lo scorso anno ai lavori della commissione parlamentare Jo Cox sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo. E proprio per questo, dal 2017 è stato avviato per ora nella città di Milano un progetto nelle scuole secondarie superiori contro il cyberbullismo, coinvolgendo i ragazzi nella progettazione di campagne informative contro lo hate speech.

La Mappa verrà donata ai comuni, alle Regioni, alle scuole, a chiunque abbia bisogno di fare un’efficace azione di prevenzione sul territorio.

 

 

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