Normativa: Sussiste un'eccessiva disomogeneità di leggi in fatto di garanzia sui prodotti food ...

Negli ultimi anni si è verificato un significativo aumento di malattie originate da prodotti alimentari contaminati, sia tra i Paesi più industrializzati sia tra quelli emergenti e in via di sviluppo. L’ovvia conseguenza è stata una crescente crisi di sicurezza che ha coinvolto non soltanto i consumatori, ma anche le istituzioni e tutti gli operatori della filiera agroalimentare. Il quadro normativo europeo sulla sicurezza alimentare si snoda tra disposizioni generali, come il regolamento 178/02 (General food law), e norme più specifiche, quali i regolamenti 1829 e 1830/03 sugli Ogm, la direttiva 2003/89 sugli allergeni, i regolamenti 852, 853 e 854/04 sull’igiene, il regolamento 1935/04 sui materiali a contatto o il regolamento 183/05 sui mangimi. È per porre rimedio a tale disomogeneità che nel settembre del 2005 è nata la norma Iso 22000 sui sistemi di gestione della sicurezza agroalimentare. Si tratta di uno standard volontario riconosciuto a livello mondiale che armonizza i requisiti per gestire in modo sistematico la sicurezza nella catena alimentare e che offre a tutte le aziende coinvolte nella filiera, indipendentemente dalla loro dimensione e complessità, una soluzione unificata di buona pratica per identificare i rischi cui sono esposte e per gestirli in maniera efficace.

L’articolo "Sicurezza alimentare senza frontiere" è su Largo Consumo 03/07.

Elenco dei Citati nell’articolo.

Percorso di lettura correlato: Sicurezza, certificazione e tracciabilità della filiera agroalimentare.

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