Pmi e credito: hanno bisogno di servizi finanziari non standardizzabili e solo il 12,3% delle ...

Il comparto della piccola e media impresa in Italia conta quasi 3,3 milioni di aziende, di cui 3,1 milioni con meno di nove dipendenti. Vi sono rappresentati tutti i settori: servizi al commercio e riparazioni (quasi 1,8 milioni di imprese), agricoltura e pesca (31.000), costruzioni (333.000) e poi trasporti e comunicazioni, industria estrattiva, credito e assicurazioni, eccetera. Importante è il settore manifatturiero, che sviluppa produzioni di ogni genere, estremamente differenziate e complesse (spesso di tipo artigianale), caratterizzate da una grande flessibilità verso i mercati: si tratta di circa 553.000 aziende di cui oltre 455.000 con meno di nove dipendenti e che occupa da solo oltre 5,2 milioni di addetti. La pmi esprime una domanda di servizi finanziari non standardizzata. Ha bisogno di risposte flessibili e diversificate da parte delle banche, specie per le operazioni con l’estero. Oggi per la pmi la banca è essenzialmente (81,3%) un fornitore di mezzi finanziari erogati a fronte di garanzie, mentre solo il 12,3 % dello small business sperimenta nelle banche un partner per lo sviluppo. Sembra inoltre assodato che la maggiore integrazione tra l’impresa e la banca cresca in proporzione alle dimensioni dell'azienda.

L’articolo "Banche flessibili con la pmi che esporta" è su Largo Consumo 04/07.

Elenco dei Citati nell’articolo.

Per approfondimenti digita:"Bond di distretto ai nastri di partenza" .

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