“Se me lo dici dimentico, se mi fai vedere ricordo, se mi coinvolgi capisco.” - Confucio

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Proponiamo ai nostri lettori l’intervento di Beppe Incarbona uscito sul numero di settembre di ADV

Esistono infinite possibilità volte a creare eventi memorabili, qualunque siano le finalità e il target di riferimento a cui vogliamo rivolgerci.
L’evento è utile ad “avvicinare” e a creare un “ricordo” il più possibile indelebile.
Personalmente preferisco gli eventi formativi: momenti in cui si “fanno passare” concetti ed eventuali regole per mezzo di una elevata soglia di attenzione ottenuta grazie all’alto livello di engagement.
Sì, l’engagement non è un’esclusiva dei social network!
Pubblicitari e consulenti d’immagine si orientano ormai da tempo sull’interattività digitale per ovvi motivi: il pubblico è sempre connesso e, quindi, molto più distratto e smaliziato, oltre che bisognoso di esperienza e di protagonismo.
Rompere l’enorme flusso d’informazioni è sempre più difficile, anche se si utilizzano forme di sensazionalismo, oltretutto impegnative nel rispettare dignitose soglie di qualità.
Ecco perché gli eventi formativi sono di grande supporto: garantiscono coinvolgimento, sono utili a trasferire concetti e si ricordano a livello emozionale.
Suggerisco sempre di fare attenzione al conduttore/formatore utilizzato: anche sotto quest’aspetto esiste un professionismo da rispettare utile all’ottenimento di risultati di un certo livello.
Negli anni mi sono trovato ad organizzarne utilizzando personaggi del mondo dello spettacolo.
Un team building in un’azienda di oltre 120 persone aventi difficoltà di rispetto dei ruoli perché appartenenti a tre ambienti apparentemente incompatibili tra di loro è stato gestito da un cast di cabarettisti televisivi. E quando l’ho pianificato, non immaginavo certo i risultati sorprendenti che sono andati oltre l’immaginifico.
Ecco che l’ormai classica formula del “Si va in scena” prende un altro sapore. I corsisti sono coinvolti con un’alta soglia di attenzione e interesse perché la televisione ha ancora valore nel disegnare autorevolezza e aspirazione. I benefici si traducono in un’esperienza vissuta non più come l’ennesimo tentativo di chi organizza l’evento in un voler incuneare concetti e regole a proprio beneficio, ma come momento di gratificazione e di divertimento.  Un’esperienza memorabile da collezionare come attimo di vero protagonismo che può anche suscitare senso di gratitudine nei confronti di chi ha organizzato l’evento.
Beppe Incarbona, Tutor OPCC Unicom del settore Eventi

[caption id="attachment_51440" align="alignleft" width="286"]Giuseppe Incarbona Giuseppe Incarbona[/caption]

 

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