Unicom interviene sulla Legge Gasparri (DDL 2175)

Tutti i mezzi di comunicazione hanno recentemente dato ampio spazio alla cosiddetta “Legge Gasparri” sul riassetto del sistema radiotelevisivo, che diamo pertanto per acquisita e ben nota in tutte le sue parti. Ricordiamo solo che l’Art. 7 - Comma 10 del provvedimento recita: Le somme che le amministrazioni pubbliche o gli enti pubblici anche economici destinano, per fini di comunicazione istituzionale, all’acquisto di spazi sui mezzi di comunicazione di massa, devono risultare complessivamente impegnate, sulla competenza di ciascun esercizio finanziario, per almeno il 15 per cento a favore dell’emittenza privata televisiva locale e radiofonica locale operante nei territori dei Paesi membri dell’Unione europea e per almeno il 50 per cento a favore dei giornali quotidiani e periodici. Torna cioè ad essere ancora una volta presentato il contenuto di natura strettamente assistenzialistica dell’articolo 5 della Legge n. 67 del 05.02.87 sulla quale la nostra Associazione già in passato aveva più volte preso posizione fermamente critica. Su questo punto il Consiglio Direttivo della nostra Associazione ha deciso pertanto di intervenire inviando al Ministro Gasparri la seguente lettera: Egregio Ministro, ho letto con attenzione il testo del DDL 2175 (Legge Gasparri) nel quale riscontro il perdurare di un’incongruenza, peraltro già presente nella precedente legislazione. Faccio riferimento all’art 7 - Comma 10 dove si stabiliscono criteri di ripartizione, tra i vari soggetti in campo, delle somme che le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici destinano alla comunicazione istituzionale. Io credo che l’unico criterio di allocazione delle risorse debba essere quello della congruità rispetto agli obiettivi di comunicazione che l’Amministrazione o l’Ente si propone di conseguire: ogni altra procedura è da considerarsi arbitraria, oltre che tecnicamente scorretta. Suddividere per legge le somme destinate alla comunicazione, preassegnando delle quote ai vari mezzi, significa in molti casi pregiudicare l’efficacia delle iniziative e, sempre e comunque, trattare gli stessi alla stregua di una risorsa per i mezzi e non di un investimento in favore dei cittadini. Come Lei ben sa, nel nostro Paese la Pubblica Amministrazione comunica poco e, spesso, lo fa molto male per ragioni diverse. Una di queste è anche quella che le scarse risorse destinate alla comunicazione in molti casi vengono sprecate in virtù di una veicolazione delle stesse attraverso mezzi inadeguati. Facciamo in modo che questo non succeda in forza di una Legge dello Stato. Cordiali saluti. Lorenzo Strona Presidente UNICOM
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