Unicom propone: sulle gare private intervenga lo Iap

La stampa di settore ha recentemente dato ampio spazio a dichiarazioni di Rappresentanti di Associazioni del nostro comparto piuttosto che di singole Agenzie in merito alle modalità con cui la maggior parte degli utenti gestisce le gare per l’affidamento dei progetti di Comunicazione: dichiarazioni che concordano tutte sul principio che “non si può più andare avanti così”, pio desiderio che rischia di rimanere solo tale ove non supportato da proposte ed accordi concreti. Ricordiamo che nel Maggio scorso Unicom ha presentato una formale proposta di regolamentazione per le Gare Private, tuttora riportata nella home page del nostro sito alla voce “News”. Quasi contemporaneamente anche Assorel e Pda-Pan European Brand Design Association avevano presentato proprie proposte per le gare aventi ad oggetto progetti nelle aree di loro specifica competenza. E’ comunque ovvio che tali proposte - da chiunque espresse – rischiano di rimanere mere dichiarazioni di intenti sino a quando non saranno supportate dal concreto impegno non solo e non tanto delle Associazioni ma soprattutto dei singoli Utenti e delle singole Agenzie a non proporre o a non sottostare a procedure non rispondenti a minimi criteri di professionalità e di trasparenza. In altre parole, finché le Aziende continueranno a bandire gare anche per un biglietto da visita, o a invitare 27 Agenzie senza prevedere alcun rimborso spese, ma le Agenzie, pur criticando apertamente tali procedure, di fatto continueranno a subire il dictat, non rimane che prendere atto che le cose difficilmente potranno cambiare. Ritenendo pertanto indispensabile il ricorso ad una Istituzione “super partes” che dia al comparto un codice di comportamento da tutti condiviso, il 2/11 Unicom ha rivolto a tutto il comparto la seguente lettera aperta: “Il dibattito sull’annosa questione delle gare continua, ma non produce effetti. Anzi, recenti episodi – il caso Enel per tutti (a questo proposito vedi gli interventi di Unicom riportati a pag. 2) – dimostrano, senza ombra di dubbio, che da parte degli Utenti non esiste alcuna volontà di porre rimedio alla situazione. Per parte nostra, invece di alimentare sterili discussioni, abbiamo cercato, alcuni mesi orsono, di offrire un contributo concreto, presentando una proposta articolata di regolamentazione, del tutto priva di ricadute di tipo corporativo, che tenesse in debito conto sia gli interessi delle agenzie che quelli degli utenti. La nostra iniziativa è stata presentata ai Presidenti di Confindustria e di Confcommercio, che hanno espresso interesse per la proposta, all’UPA, che, come d’uso, non è andata al di là di una risposta puramente interlocutoria, ed alle altre Associazioni del comparto. Da Assorel e da PDA sono giunti forti segnali di apprezzamento dei contenuti e di piena condivisione “ideologica” del documento, mentre da parte di Assocomunicazione non è pervenuta risposta alcuna. Ora, volendo, ancora una volta, dar prova di buona volontà e di serie intenzioni, avanziamo all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria la richiesta di farsi promotore di un’iniziativa concreta, capace di dare al comparto un codice di comportamento che possa essere accettato, condiviso e rispettato da tutti. Se lo IAP costituisce per tutto il settore il punto di riferimento per quanto concerne i delicati aspetti di liceità e correttezza in materia di campagne pubblicitarie, certamente l’Istituto stesso potrebbe essere il soggetto più accreditato per delineare una equilibrata ed equidistante modalità di autoregolamentazione in materia di gare per la realizzazione di quelle stesse campagne. Crediamo che la grande autorevolezza e la riconosciuta imparzialità dell’Istituto di Autodisciplina, possano costituire il presupposto migliore per dar finalmente corso ad una iniziativa della quale il comparto non può più fare a meno. “ Lorenzo Strona Presidente Unicom L’invito di Unicom è stato subito riportato con grande evidenza su tutte le maggiori testate del settore. Attendiamo adesso le risposte delle altre parti interessate
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