Unicom risponde all'AGCOM su: le apparecchiature di accesso al web fisse e in mobilità

Come indicato su un altro post, l’AGCOM a luglio ha presentato 10 domande al fine di ottenere maggiori informazioni sulle potenzialità e le funzionalità di Internet e delle modalità di comunicazione e pubblicità online. Unicom gli ha risposto con il documento “Internet e la Pubblicità online: potenzialità e criticità, il punto di vista dei professionisti UNICOM” realizzato grazie ai contributi di Alberto Gaiga di Intesys, Enrico Anghilante di More News, Daniele Rutigliano di Aproweb e Federico Rossi di Sintesi Comunicazione e con il coordinamento di Roberto Amarotto di Creativa, responsabile del Centro Studi Unicom e dell’OPCC. Qui di seguito la risposta alla prima delle 10 domande.

Vi invitiamo a commentare. Grazie e buona lettura.

1. Domanda AGCOM su: le apparecchiature di accesso al web fisse e in mobilità (es. smartphone e tablet)
Hai verificato limiti e/o problematiche nell’offerta dei tuoi servizi a seconda del device di connessione ad internet (pc fisso, pc portatile con chiavetta, telefonino, smartphone, tablet)? Ritieni che vi siano problematiche nelle condizioni tecnico-economiche applicate dai produttori di apparecchiature di accesso?

Le apparecchiature negli ultimi 5 anni si sono evolute fortemente, adeguandosi alle nostre abitudini quotidiane che ci consentono di essere always connected anche in mobilità, sia in ambito lavorativo che personale.

Per questo l’offerta dei device oggi risponde con tecnologie e supporti che offrono funzionalità  adattate alle proprie esigenze, basti pensare alla gestione di attività come videochiamate, foto, video, mailing, social sharing. Anche con le Smart TV il più tradizionale dei mezzi, la tv appunto, sta mettendo a disposizione servizi ed informazioni multi mediali ad elevato valore aggiunto per il pubblico grazie a servizi custom che l’utente stesso può scegliere.

Ad una panoramica tecnologica altamente performante, risponde purtroppo una non adeguata ottimizzazione delle infrastrutture di connettività. L’agenda digitale italiana, ben lontanta dallo stato degli altri Paesi europei, ha purtroppo subito un ulteriore rallentamento, non favorendo pertanto l’adeguamento della connettività di tutta l’Italia. I tempi di latenza rimangono ancora alti, la discontinuità rimane un tema geograficamente diffuso, manca un servizio che possa garantire qualità e continuità dei servizi digitali.

Lo scenario presentato da Agenda Digitale.eu fa ben capire la portata di questo limite tutto italiano. Se da un lato i Paesi virtuosi come Svezia ( copertura della banda larga è al 99%, con 33% delle case sono coperte da fibra ottica con una penetrazione che mobile arriva al 97,5% ) oppure Germania (copertura vicina al 100% con il 77% delle persone che naviga su Internet almeno una volta la settimana) consolidano indici positivi nelle economie digitali come ecommerce e servizi online, l’Italia – complice anche la sua non facile conformazione orografica – affronta ancora problematiche primordiali, quali  copertura del territorio e velocità di connessione da implementare, affidandosi per il momento al Mobile la cui penetrazione (più del 85% della popolazione) supera quella della banda larga ( che a stento arriva a 1/3 della popolazione italiana). Tutto ciò, non è solo un rallentamento tecnologico, ma in generale produttivo per l’intero Paese.

Inoltre sul piano dei consumi e della diffusione dei servizi di telefonia è vero che 20 milioni di italiani possiedono uno smartphone (fonte: Ipsos MediaCT 1) riteniamo importante che tutti gli operatori di telefonia mobile debbano permettere ai propri clienti di utilizzare il Voip come meglio credono e con le applicazioni che ritengono più utili (Skype, Viber e Tango, giusto per citarne alcune), senza blocchi di alcun genere. Le compagnie dovrebbero evidenziare sempre eventuali limitazioni senza costringere l'utente-medio alla lettura delle condizioni di servizio che seppur doverosa risulta essere spesso impossibile e impraticabile (anche agli addetti ai lavori).

Stesso discorso per le offerte a condizioni “illimitate”, sia per le chiamate che, soprattutto, per il traffico Internet; si ritiene scorretto permettere affissioni e spot pubblicitari con l'utilizzo di termini quali “illimitato” o “senza limiti” quando una soglia c'è ed è pure bassa.

[caption id="attachment_49020" align="alignleft" width="230"]Foto Alberto Gaiga Intesys Alberto Gaiga[/caption]
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