Unicom risponde all’AGCOM su quali sono i fattori di contesto che limitano le capacità per competere sul web

Come indicato su un altro post, l’AGCOM a luglio ha presentato 10 domande al fine di ottenere maggiori informazioni sulle potenzialità e le funzionalità di Internet e delle modalità di comunicazione e pubblicità online. Unicom gli ha risposto con il documento “Internet e la Pubblicità online: potenzialità e criticità, il punto di vista dei professionisti UNICOM” realizzato grazie ai contributi di Alberto Gaiga di Intesys, Enrico Anghilante di More News, Daniele Rutigliano di Aproweb e Federico Rossi di Sintesi Comunicazione e con il coordinamento di Roberto Amarotto di Creativa, responsabile del Centro Studi Unicom e dell’OPCC. Qui di seguito la risposta alla decima ed ultima domanda. Vi invitiamo a commentare. Grazie e buona lettura. 10. I fattori di contesto: alfabetizzazione informatica, regime di tassazione, ecc… Ritieni che vi siano fattori di contesto (quali il regime di tassazione, la diffusione delle reti NGA, il livello di alfabetizzazione informatica dei cittadini,….) che limitino le tue capacità di competere sul web? Ritieni che vi siano iniziative da prendere che potrebbero migliorare la tua capacità di competere e offrire prodotti? Dacci la tua opinione. Un paese senza infrastrutture è un paese che non può svilupparsi; la mancanza di adeguata copertura ad alta velocità impone una scelta improrogabile per quanto riguarda il digital divide, almeno dal punto di vista strutturale. Questo non solo per dare una spinta alle virtuose economie digitali, ma anche per favorire il nascere di servizi semplificati e meno costosi a cui può accedere anche la fascia over 60, caratterizzata da una bassa propensione tecnologica ma che nel futuro potrà usufruire di servizi digitali erogati da Pubblica Amministrazione, Banca e Assicurazioni, Enti e struttura sanitarie. In questa ottica confidiamo che presto tutti gli attori del sistema trovano presto la giusta formula per una crescita comune. A proposito di ciò rileviamo che negli ultimi mesi abbiamo assistito a importanti cambiamenti nel mondo della Pubblica Amministrazione. Per snellire la burocrazia e diminuire i costi, ad esempio, si sono attivate le iscrizioni online nella scuola, le richieste del modulo CUD sono diventate telematiche, la posta elettronica certificata (PEC) è diventata obbligatoria per tutte le tipologie di aziende. Piccoli passi importanti non sempre accettati all'unisono. Tuttavia analizzando nel dettaglio la situazione attuale si scoprono problemi decisamente più urgenti. La questione più spinosa riguarda la cultura media degli italiani in ambito web. Giusto per citare alcuni casi esemplari: - molti giovani conoscono solo Facebook e ignorano altri social più importanti per la loro carriera lavorativa (uno su tutti LinkedIn); - molte persone continuano a non essere pienamente e correttamente informate sui reali problemi della sicurezza informatica: dallo spam (si pensa ancora che le email siano pubbliche e vendibili) al furto di identità, dal phishing (quante credenziali rubate!) al data disaster (quando l'hard disk si rompe e si perdono anni di lavoro senza aver effettuato mai un copia di salvataggio dati); - sono pochi i cittadini a conoscere la differenza tra PEC e Firma Digitale e quasi nessuno ne fa realmente uso; - molte persone faticano a navigare correttamente sul web (emblematica è la sconosciuta differenza tra barra di ricerca e barra degli indirizzi in un browser); - sono ancora pochi gli imprenditori a conoscere i reali vantaggi dell'ecommerce e ad aver compreso quali fasi siano necessarie per vendere online (senza rivoluzionare la propria attività); [caption id="attachment_51306" align="alignleft" width="300"]Federico Rossi.1 Federico Rossi[/caption]
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