Unicom risponde all’AGCOM sui servizi di informazione sul web: quotidiani on line, testate digitali e siti di operatori radiofonici e televisivi

Come indicato su un altro post, l’AGCOM a luglio ha presentato 10 domande al fine di ottenere maggiori informazioni sulle potenzialità e le funzionalità di Internet e delle modalità di comunicazione e pubblicità online. Unicom gli ha risposto con il documento “Internet e la Pubblicità online: potenzialità e criticità, il punto di vista dei professionisti UNICOM” realizzato grazie ai contributi di Alberto Gaiga di Intesys, Enrico Anghilante di More News, Daniele Rutigliano di Aproweb e Federico Rossi di Sintesi Comunicazione e con il coordinamento di Roberto Amarotto di Creativa, responsabile del Centro Studi Unicom e dell’OPCC. Qui di seguito la risposta alla quarta delle 10 domande.

Vi invitiamo a commentare. Grazie e buona lettura.

4. I servizi di informazione sul web: quotidiani on line, testate digitali e siti di operatori radiofonici e televisivi.
Come si sta modificando la filiera produttiva dell’informazione sul web? Descrivi le problematiche che incontri nell’offrire i servizi di informazione

L’informazione sta sempre più ereditando le caratteristiche del digital, quindi rapidità di diffusione, sta diventando multi formato (post, video, foto, articoli, tweet) con un conseguendo cambiamento dell’erogazione e della fruizione della stessa.

L’informazione ha accorciato il ciclo di vita della propria “notiziabilità” e di fatto il pubblico è pronto h24 a ricevere aggiornamenti. Ne è conferma l’evoluzione dei palinsesti giornalistici (più intervento nell’arco della giornata e più canali tematici dedicati), ma anche il comportamento degli utenti che tra le applicazioni prediligono quelle a contenuto “informativo”.

Di fatto tutto ciò è una opportunità per le economie digitali che possono offrire la rapidità e la snella condivisione che richiede oggi l’economia dell’informazione. Riteniamo sia importante offrire servizi in Cloud che possano garantire questo tipo di flessibilità cercando di creare anche piattaforme di gestione dei contenuti snelle e internazionali.

Un altro aspetto importante riguarda le figure professionali alle quali si affidano i progetti pubblici.

Molti siti web della Pubblica Amministrazione non rispettano i requisiti di accessibilità e mancano di usabilità. I casi più emblematici riguardano:

- Portali funzionanti esclusivamente con un unico browser (che normalmente è Internet Explorer) o solo su dispositivi fissi come computer (si pensi all'uso della tecnologia Flash su dispositivi tablet come Ipad);
-  caselle obbligatorie nascoste da frame che rendono difficile la conclusione di una richiesta online;
-  errori non gestiti o incomprensibili anche ai più esperti.

Alcuni Enti hanno messo a disposizione dei cittadini anche soluzioni più innovative e gratuite di customer service (contatto Skype); tuttavia il personale addetto al call center è risultato essere impreparato e non competente a domande tecniche e problemi precisi.

Pertanto è importante che oggi più che mai il progetto dell'Agenda Digitale prenda piede una volta per tutte, senza scuse e ritardi.

Per quanto riguarda i servizi di informazione sul web, riteniamo sia importante segnalare il tema della qualificazione  della professione, sia con un contratto ad hoc che con la revisione del sistema contributivo. Oggi i contratti adottati sono tutti dei surrogati, inadeguati per il lavoro svolto, per le mansioni e per la parte contributiva con una cassa giornalisti arcaica.

Altro tema rilevante è il diritto d’autore per evitare lo sciacallaggio delle informazioni (immagini,foto e testi) per tutelare chi realizza un servizio. La parte video è maggiormente protetta: se di solito con l’embedded si protegge la fonte, sono le immagini ad essere oggetto di uso improprio.

La giurisprudenza in materia è ottima. Le leggi che regolano il giornalismo sono corrette. Si deve smetterla di pensare che scrivere su internet non voglia dire assumersi responsabilità.

In ultimo, ma assolutamente primario, il tema del finanziamento ai giornali: un argomento caldissimo che però deve essere affrontato. Così come si introdusse l’ iva al 4% nel 2013 per le spese elettorali, è il momento della parificazione.  Quindi stop a finanziamenti sulla scorta delle regole del passato, ma distribuzione attinente al presente, per essere al passo con i tempi.

[caption id="attachment_51300" align="alignleft" width="300"]Enrico-Anghilante.1 Enrico Anghilante[/caption]
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