Unicom risponde all'AGCOM sui sistemi operativi e i browser

Come indicato su un altro post, l’AGCOM a luglio ha presentato 10 domande al fine di ottenere maggiori informazioni sulle potenzialità e le funzionalità di Internet e delle modalità di comunicazione e pubblicità online. Unicom gli ha risposto con il documento “Internet e la Pubblicità online: potenzialità e criticità, il punto di vista dei professionisti UNICOM” realizzato grazie ai contributi di Alberto Gaiga di Intesys, Enrico Anghilante di More News, Daniele Rutigliano di Aproweb e Federico Rossi di Sintesi Comunicazione e con il coordinamento di Roberto Amarotto di Creativa, responsabile del Centro Studi Unicom e dell’OPCC. Qui di seguito la risposta alla seconda delle 10 domande.

Vi invitiamo a commentare. Grazie e buona lettura.

2. I sistemi operativi e i browser
Hai incontrato limiti e/o problematiche nell’integrazione dei tuoi servizi con i sistemi operativi? E con i browser diffusi presso il pubblico? Ritieni che vi siano problematiche nelle condizioni tecnico economiche applicate dai fornitori di questi sistemi? Descrivi.

Ovviamente le grandi imprese hanno policy di aggiornamento software su client aziendali molto stringenti e proceduralizzate, sottoposto a rigide regole di approvazione degli strumenti software.  Questo approccio favorisce – nelle medie e grandi aziende – l’inibizione dell’uso di strumenti innovativi che potrebbero apportare anche ottimizzazione sia in termine infrastrutturali  che di gestione e manutenzione.

Pensiamo alla competitività che le figure più giovani interne alle aziende potrebbero introdurre grazie al loro “nativo” approccio digitale capitalizzato intorno ad esperienze di  Skype, Facebook, Dropbox, Slideshare, Google Enterprise ed in generale alla libera gestione e condivisione della rete.

Al di là  di questa visione naturale – sebbene mancata – spinta ad atteggiamenti aziendali evolutivi, un primo passo nell’agenda delle aziende medio-grandi dovrebbe essere l’adeguamento della versione di browser installata sui pc/client aziendali. Riscontriamo un ritardo di versione approvata che mediamente arriva a circa 2-3 anni. Un caso su tutti: il pervasivo – sebbene incredibilmente vetusto – utilizzo di MS-Explorer7, browser dismesso da applicativi internazionali come Youtube ma ancora adottati in molte realtà aziendali. L’utilizzo di vecchie versioni di software è spesso causa di un livello di complessità superiore (necessità imposta all’agenzia di fornire soluzioni compatibili ANCHE con versioni di software altamente datato se non obsoleto) con conseguenti costi di gestione e mantenimento.

[caption id="attachment_51104" align="alignleft" width="176"]Daniele Rutigliano Daniele Rutigliano[/caption]
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