Via i pregiudizi! Siamo tutti fratelli e sorelle d’Italia

È in corso - nelle città di Roma, Milano, Torino e Palermo - la nuova campagna di comunicazione umana contro i pregiudizi sociali della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi - realizzata da Creativa: la campagna di affissione, pianificata da Media Buyer e veicolata nei grandi formati 100x140 e 140x200, è stata declinata su due soggetti, mantenendo forte il legame con il visual e le tematiche legate ai pregiudizi razziali e alla discriminazione di genere, utilizzati nella campagna 2010, già vincitrice dei Premi Agorà (Argento Nazionale categoria “Campagne Sociali”) e Mediastars (Sezione Esterna - Special Star per il Copy).
Il visual è costituito dai ritratti fotografici in bianco e nero dei visi dei due testimonial femminili (una donna di colore e una donna orientale) in primo piano, associati ad una maschera bianca.
L’headline riprende il concept della campagna di comunicazione umana dello scorso anno, modificando il numero della voce narrante: dal provocatorio e d’impatto “ci chiamate” all’inclusivo “ci chiamano” che modifica, rispetto all’anno precedente, le modalità di coinvolgimento emotivo del target. Novità, rispetto alla precedente campagna, è il concetto del “Via i pregiudizi!” che invita il target a guardare oltre la maschera dei preconcetti e dei luoghi comuni, per scoprire che “Siamo tutti fratelli e sorelle d’Italia”.
La campagna è stata realizzata grazie al contributo dell’8per1000 alla Chiesa Valdese del 2010.
È una campagna nella quale crediamo molto – afferma la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese, l’organismo esecutivo della Chiesa valdese (Unione delle chiese valdesi e metodiste) – e che in questi giorni si dimostra eccezionalmente attuale. Vogliamo lanciare un messaggio contro il pregiudizio, del tutto coerente e in linea con l’impegno culturale e sociale della nostra Chiesa, realizzato anche grazie ai fondi dell’Otto per mille. Nei giorni in cui migliaia di profughi arrivano in Italia, spinti dalla disperazione,  stiamo anche cercando di dare un segno concreto di accoglienza (d’intesa con la FCEI, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) ”.

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